1Clickfashion, Acceleratori, Call per startups, Cina, hong kong

Pechino non è Pachino

La call di Banca Intesa San Paolo e Banca Intesa San Paolo Innovation Center si è appena conclusa ed io sono qui in aeroporto a Pechino ad aspettare la coincidenza esattamente tra 11 ore. A lot of time. L’aeroporto di Pechino è un posto metafisico, surreale, rispetto ad altri aeroporti direi vanishing: non c’è anima viva. Siamo io ed un altro tizio indiano seduti sulla panchina vicino al power bank in un posto immenso, lunghi corridoi quasi infiniti. Lui sta giocando ad una sorta di Mario Kart con un Panda alla guida, mentre io non faccio che pensare che Pechino non è Pachino. ‘I want to stay here’ ho detto all’immigration, mi avevano chiesto se volevo uscire dall’aeroporto e chiedere un visa temporaneo per visitare Pechino visto che comunque ero appena stato in Cina. Ho risposto di no perché il posto mi spaventa e non ho nessunissima voglia di informarmi su dove andare e a fare cosa. No facebook. No Instagram. No Gmail. Dovrei installare Thor sul cellulare, ma la release alpha non funziona e senza potermi connettere a Google Play, non riesco a scaricare una VPN per connettermi.
Quindi posterò questo articolo al rientro in Italia, prima di riprendere il treno direzione Napoli dove, io che sono di Pavia, mi recherò per ottenere il Visa valido per andare da Plug and Play a Sunnyvale per iniziare l’altro percorso di accelerazione.
Ma prima parliamo di Pachino, anzi, di Pechino.
Si chiudono 5 giorni di una esperienza fantastica che, grazie a Banca Intesa, Camera di Commercio di Hong Kong Macao, Camera di Commercio Italo-Cinese, Consolato Italiano a Canton e Consolato Italiano a Hong Kong, ha consentito a 6 startup di partecipare ad un pressante tour in Asia, volto a stabilire ponti, creare relazioni, materializzare opportunità. Abbiamo potuto esporre al RISE, incontrare un sacco di persone – una quantità incommensurabile di nerd nel mio caso – pitchare davanti ad investitori e gente dell’ecosistema, conoscere coworking spaces, progetti bellissimi, sia ad Hong Kong che in Cina.

Hong Kong è strabiliante, partiamo con questo.
Una città spaziale, piena di ritmo, opportunità, cose da fare. Eravamo io, a rappresentare #1clickfashion, Giuseppe Catella per Eligo, Giò Giacobbe per Abcb, Mattia e Valentina per Qbit, Ezio Lauricella per Tarì rural design e Ignazio Assenza per ArteMest. 6 startup diversissime per focus, core business, stage e la prima lezione importante è che queste realtà, che nel loro Paese si ignoravano, nel corso di questa avventura asiatica, hanno fatto gruppo e sistema e – speriamo – possano anche nascere collaborazioni durature e opportunità di Business.
Piccolo dramma personale: pronti via Aeroflot mi dimentica le valigie a Mosca. ‘It will come with the same flight tomorrow’, dicono a Lost&Found in Aeroporto e subito penso Ma cazzo, devo fare un pitch davanti a investitori domattina alle 8.00 con questa camicia stile haway che sta ormai in piedi da sola dopo 24/h di volo? Yes! Parlare di fashion vestito da nerd è una delle cose che mi riescono meglio. Ma amen.

Lunedì al nostro arrivo abbiamo visitato The Mills una ex manifattura tessile riconvertita ad hub per il fashion, e per il resto del pomeriggio abbiamo visitato la Hong Kong Fashion Week che – sincerly – la Montagnola del Sabato pomeriggio a Piazza 8 Agosto Bologna gl’e fa ‘n baffo. La sera la welcome dinner con il nostro Console Clemente Contestabile, la Camera di Commercio guidata da Anna Romagnoli e Davide Ciotti, Retail in ASIA con la mitica Esterina Nervino e lo stato maggiore di Banca Intesa San Paolo con il direttore della filiale HUB di HK, Vittorio Oliva e Vincenzo Antonetti Head of and Development of Innovation di Intesa San Paolo. Io ovviamente, a sfregio di ogni dresscode, sempre con la stessa camicia e pantaloni opportunamente arieggiati.

Martedì siamo entrati nel vivo con una Investor Breakfast in Intesa San Paolo da cui si gode una discreta vista: 8 minuti di pitch, davanti ad investitori istituzionali e privati per raccontare chi siamo e cosa facciamo. C’erano anche i miei partner di LLVISION, colosso cinese con il quale stiamo lavorando per produrre il device per il mercato retail.

Il pomeriggio lo abbiamo passato al RISE, dove, per questo primo giorno senza stand, abbiamo girato in lungo e in largo conoscendo svariate startup. Queste manifestazioni non servono a molto se, come me, non siete dei nerd. Un nerd si sente a casa, un nerd come me, poi, con un occhiale per face recognition…. viene letteralmente preso d’assalto da altri simili e la borsa della spesa piena di biglietti da visita ne è un drammatico effetto.
Dopo il pomeriggio al RISE siamo usciti per un aperitivo di Ecosistema organizzato al PaperMoon locale che è anche a Milano e che si trova in una location da incanto. Raro nella vita trovare scorci e scenari come quello qui sotto! Invidiosi? Fate una startup anche voi e passate le giornate ad applicare a call, fare networking, partecipare ad eventi e magari vi capita.

Mercoledì era il grande giorno del RISE, ma il mio stand non c’era. Come mai? Mi era stata inviata una mail in cui mi si assegnava una data che era il giorno dopo e io non l’ho considerata…  Mosso a compassione, lo staff ha deciso di assegnarmi un angolino, perché con la compagine startit.asia, il giorno seguente ci saremmo mossi verso Canton. Lasciatemi dire che questo viaggio mi ha fatto conoscere persone super. E uno di questi è indubbiamente Stefano Passarello, il commercialista più sorprendente che abbia conosciuto, a parte il carisma e la competenza (ha fatto una sua startup di consulenza ed è arrivato ad avere 400 dipendenti) è un personaggio fusion-pop con il quale puoi parlare tranquillamente di maratone, diete ketogeniche e resort autosufficienti ed ecosostenibili (ne ha fondati due), ma anche di tecnologie pionieristiche e face recognition, di chitarre polacche (Mayonez ndr) e di retrogaming. Insomma… chapeau.

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